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PROTAGONISTI - Incontro con la Loren, che sta girando un film per la regia del figlio
Tutti gli uomini di Sophia
di GIGI VESIGNA
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Ne ha viste tante, nella sua lunga carriera. Ma non le era mai capitato di essere al tempo stesso attrice e mamma. Adesso c’è Between strangers, che Edoardo sta ultimando. Lei ha interpretato una piccola parte, ma non si era mai emozionata così.
«Quando ho sentito Edoardo da dietro la macchina da presa pronunciare le magiche parole che fanno nascere un film, "motore, ciak, azione", mi sono commossa. In quel momento non mi sentivo un’attrice ma solo una mamma. Poi, quando ho cominciato a recitare, io e mio figlio eravamo due colleghi, tutto è filato liscio!».
La voce un po’ spezzata dalla commozione, Sophia Loren rievoca così il primo ciak di quello che, per lei, è il centesimo film e per suo figlio il primo da autore e regista. Si gira in Canada, il titolo è Between strangers (che può tradursi letteralmente "Tra nemici", ma anche "Tra estranei") e Sophia, che ha affidato la produzione italiana a Elda Ferri, la produttrice di Benigni, s’è ritagliata anche un ruolo come attrice accanto al premio Oscar Mira Sorvino e Deborah Hanger, e in un piccolo ma incisivo ruolo ci sono anche l’amico Gérard Depardieu e Klaus Maria Brandauer.
Coprodotto da Mediatrade e destinato a Canale 5, Between strangers è la storia di tre donne i cui destini si intrecciano quando decidono di fare un bilancio. Sophia, in particolare, sarà una donna non più giovane, prigioniera di un matrimonio senza amore.
La Loren che incontro, in una splendida suite di un albergo di Gallipoli, è in forma smagliante e sprizza orgoglio per Edoardo che debutta dietro la macchina da presa, ma anche per l’altro figlio, Carlo, che è diventato un eccellente direttore d’orchestra.
«Per me», dice, «la famiglia è tutto. Quand’ero piccola, con mia mamma e mia sorella Maria, sentivo molto la mancanza della figura paterna. Così ho sempre pensato che, da grande, avrei voluto una famiglia mia, unita e compatta. Ci sono riuscita e appena posso, da Ginevra, dove abito, prendo un aereo e vengo in Italia per stare con mia sorella, i miei nipoti e i miei pronipoti... Del resto l’Italia l’ho sempre nel cuore».
Sul set di Francesca e Annunziata della Wertmüller (foto Olympia).
Quando Sophia nomina la sorella Maria, scatta un flash nella mia memoria e ricordo il giorno in cui l’ho incontrata per la prima volta. È il 3 marzo 1962 e, a Predappio, Maria Scicolone sposa Romano Mussolini; la testimone di nozze è Sophia ma l’avvenimento, anche per la presenza di Donna Rachele, la vedova del Duce, richiama la stampa di tutto il mondo. Il direttore del mio giornale mi spedisce a Predappio per raccontare la cronaca delle nozze. È un delirio, non si trova un posto letto neanche a decine di chilometri di distanza. Impietosisco il proprietario di un bar che, la notte prima, mi fa dormire sul bigliardo. All’alba raggiungo la chiesa e riesco a occupare una posizione decente ma poi, a matrimonio concluso, un ristrettissimo gruppo di invitati va al ricevimento nuziale a Villa Carpena, dove abita Donna Rachele. La villa è circondata da una cancellata. Provo a scavalcare, non so come arrivo all’ingresso, suono il campanello e... mi viene ad aprire proprio lei, Sophia. Forse pensa sia un amico dello sposo, o qualcuno arrivato in ritardo, fatto sta che, unico giornalista, mi aggiro tra gli invitati, parlo con gli sposi, chiacchiero con Sophia, faccio amicizia con Donna Rachele. Mando il mio fotografo e lo scoop è fatto.
- Sophia, in questi giorni ricorre il centenario della nascita di Vittorio De Sica. Un ricordo, un pensiero, un’emozione...
«Un amico caro e il mio grande maestro. Non ho frequentato scuole di recitazione perché non potevo permettermelo, per vivere a Roma interpretavo fotoromanzi, ma volevo fare l’attrice, quindi tutto quello che ho imparato lo devo a Vittorio e se ho fatto qualcosa nella vita è stato merito suo».
- Il periodo dei fotoromanzi è quello che precede il debutto nel cinema. Il suo nome d’arte era Sofia Lazzaro e sulla scelta circola una leggenda...
«È tutto vero: mi chiamavo Scicolone e non potevo apparire con quel cognome, così un giorno si riuniscono quelli della produzione per "battezzarmi". Molte proposte, nessuna soddisfacente. A un certo punto un elettricista che lavorava lì attorno grida: "Chiamatela Lazzaro, non vedete che fa risuscitare i morti..."».
Da quel momento la carriera accelera: comparsa nel 1950 in Quo Vadis?, un anno dopo interpreta Cuori sul mare come Sofia Scicolone; Totòtarzan come Sofia Lazzaro e, lo stesso anno, diventa Sophia Loren interpretando È arrivato l’accordatore con Walter Chiari, e Luci del varietà diretto da Lattuada e Fellini.
- Donna, attrice, madre, da quale angolatura si guarda meglio il mondo?
«Da quella di mamma. Io non avevo il padre e l’ho voluto per i miei figli. A un certo punto della mia carriera, dopo l’Oscar per La ciociara, nel 1960, ho deciso che era il tempo di avere un figlio. Sono nati Carlo, nel 1968, ed Edoardo nel 1973, e finalmente mi sono sentita realizzata come donna».
- A smettere di recitare non ci ha mai pensato?
«Nel cuore c’è sempre un angolino per il cinema, ma per convincermi devo trovare un ruolo adatto all’età o al temperamento...».
Il prossimo appuntamento con l’attrice Loren è all’inizio di stagione su Canale 5 con Francesca e Annunziata diretto da Lina Wertmüller, ma è già in cantiere il progetto per un nuovo film televisivo. Per ora tutti i pensieri di Sophia abitano in Canada, dove Edoardo sta ultimando Between strangers. E lei resterà sul set sino all’ultimo ciak, anche se, la sua parte, l’ha già finita da un pezzo.
Gigi Vesign
PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 59MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2002).
Cuori estranei (2002) Titolo originale: Between Strangers
Genere: Drammatico
Durata: 97 min.
Data uscita nei cinema: 13/09/2002
Distributore: Medusa Film Produzione: Edoardo Ponti (regia)
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titolo originale:
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CUORI ESTRANEI
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regia:
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cast:
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sceneggiatura:
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fotografia:
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montaggio:
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scenografia:
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costumi:
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musica:
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presentato da:
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Medusa Film
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produttore:
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produzione:
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distributore:
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vendite estere:
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paese:
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Italia/Canada
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anno:
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2002
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durata:
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97'
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formato:
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35mm - colore
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aspect ratio:
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1:1.85
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sonoro:
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Dolby SR
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uscito in sala:
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13/09/2002
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Olivia nasconde un terribile segreto, Natalie è una fotoreporter che vuole conoscere il destino dei personaggi da lei immortalati, Catherine è una violoncellista che decide di incontrare il padre, responsabile della morte della madre. Tre storie parallele di donne che soffrono per il loro passato.
TUTTO IL CAST DI... Cuori estranei
Edoardo (Ponti) e Sofia (Loren). Madre e figlio per un mélo alla kieslowski
Un figlio d'arte alle prese con l'opera prima.
Mira Sorvino si scontra con il padre perché, come fotografa di guerra, si chiede se sia prioritaria la salvezza di un bambino angolano o lo scatto fotografico. Sofia Loren è un'artista che ha un pessimo rapporto col padre anziano e ritrova la figlia abbandonata da giovane anche lei artista. Deborah Kara Unger suona il violoncello ma aspetta con intenzioni tutt'altro che benevole l'uscita dal carcere del padre che ha fatto morire la madre. Figlio d'arte Edoardo Ponti si avvale di attrici abili nell'assecondare la sua propensione al melodramma 'alla kieslowski'. L'obiettivo non viene centrato ma il cast merita almeno le due stelle.
Le storie di tre donne che, pur non conoscendosi fra loro, sono alle prese con sogni desideri e scelte le cui conseguenze condizionano pesantemente l'andamento delle loro vite. In comune hanno tutte e tre un rapporto irrisolto con il proprio padre. Da anni appassionata di disegno, negli ultimi tempi la matura Olivia ha visto le sue realizzazioni nascere da una ossessione figlia di un sogno ricorrente. Una ossessione che, poco alla volta, sta allontanando la donna dal marito, costretto a vivere su una sedia a rotelle, per indirizzarla verso la figlia, partorita in giovane età ed abbandonata su suggerimento del padre.Natalia è una fotografa che ha appena avuto un grande successo: la copertina di una importante rivista, ma il bisogno di scoprire cosa è successo ad una donna angolana non le permette di godere appieno del successo. Catherine, violoncellista affermata ma consumata da un lancinante dolore interiore, abbandona la sua famiglia per ritrovare il padre, ritenuto responsabile della morte della madre.
La Critica - Rassegna Stampa
"Una donna invecchiata che ha rinunciato alla sua vocazione d'artista. Una violoncellista divorziata che trascura la figlia e medita di uccidere il padre uxoricida. Una fotografa di successo che va a caccia di immagini terribili in giro per il mondo solo per compiacere il padre. Sono i 'Cuori estranei' di Edoardo Ponti. Debutto ambizioso, cast di lusso, ma troppa musica e troppe parole non giovano". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 13 settembre 2002)
"Quando passerà in tv, incastrato fra un talk-show e qualche velina, non farà una brutta figura: come tv-movie, 'Cuori estranei' è un prodotto medio con un cast stellare, dovuto agli agganci del regista che, nel caso non lo sapeste, è figlio di Carlo Ponti e Sophia Loren". (Alberto Crespi, 'Film tv', 17 settembre 2002)
"Mamma, solo per te la cinepresa vola! Edoardo Ponti Loren si prende il musicista di Kieslowski, l'idea del fato intrecciato propria di Kieslowski, qualche sguardo esterno tipico di Kieslowski. Poi la protagonista ad effetto se la trova in famiglia come gli altri grossi nomi del cast tra gli amici di casa. Risultato: storie di donne accarezzate con smania cinofila, ma lasciate a se stesse sperando che dal primo piano patetico nasca il miracolo della poesia asciutta". (Alessio Guzzano, 'City', 18 settembre 2002
Certo però che un film recitato così bene è davvero una rarità. Sofia Loren è sempre una delle più grandi attrici italiane, da troppo tempo prigioniera di un antiquato isolamento divistico. Deborah Unger, col suo volto stranissimo, affranto e seducente, sembra davvero la figlia di McDowell: un legame nutrito da antichi livori, che trova il suo perfetto contrappunto in quello tenero e incompiuto che si crea tra Mira Sorvino e Klaus Maria Brandauer. Ma perfetti sono anche i due comprimari della Loren: l'amico confidente Depardieu (nei panni di un premuroso giardiniere) e il marito Pete Postelthwaite (quanto c'è di papà Carlo nella sua figura di vecchio acido e malandato?).
Between Strangers racconta le storie di tre donne le quali, pur non conoscendosi tra loro, sono alle prese con sogni, desideri e scelte curiosamente intrecciati tra loro e le cui conseguenze condizionano pesantemente l'andamento delle loro vite quotidiane. Costruito su piani diversi, Between Strangers analizza da vicino Ia vita di tre donne sulle quali pesa il rapporto difficile e irrisolto con i rispettivi padri.
Olivia (Sophia Loren) disegna in segreto da anni, ma di recente i suoi disegni sembrano scaturire da una sorta di ossessione che trova origine in un sogno ricorrente. Il sogno distoglie Olivia dal rapporto quasi materno che ha con il marito costretto su una sedia a rotelle e la porta verso la figlia partorita in giovanissima età e abbandonata su suggerimento del padre.
Natalia (Mira Sorvino) fa la fotoreporter e ha appena ottenuto la sua prima copertina su una prestigiosa rivista. Tuttavia, il bisogno di scoprire che cosa è successo alla donna dell'Angola da lei ritratta le impedisce di godere appieno della tanto agognata celebrità.
II padre di Natalia, famoso fotografo, non riesce a convincerla. Natalia, seguendo la voce della coscienza, decide di intraprendere una nuova strada. Infine c'è Catherine (Deborah Kara Ungcr), violoncellista di successo consumata da un dolore prolungato, che abbandona la famiglia per incontrare suo padre anche se è ancora titubante su come vendicarsi dell'uomo da lei ritenuto responsabile della morte della madre.
Mentre le storie vanno avanti, le tre donne si lasceranno trascinare dalla visione di una ragazzina la quale essendo al tempo stesso l'immagine di un'infanzia ormai perduta e un persistente richiamo ai loro desideri repressi, diventa una sorta di catalizzatore che spingerà ognuna delle tre protagoniste a vivere in maniera più libera e leggera i nuovi desideri finalmente ben definiti.
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FESTIVAL: 2002 -- LA BIENNALE DI VENEZIA
2002 -- TORONTO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL
2002 -- VANCOUVER INTERNATIONAL FILM FESTIVAL
2003 -- MOSCOW INTERNATIONAL FILM FESTIVAL
2003 -- PALM SPRINGS INTERNATIONAL FILM FESTIVAL
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titolo originale:
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CUORI ESTRANEI
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regia:
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cast:
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sceneggiatura:
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fotografia:
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montaggio:
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scenografia:
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costumi:
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musica:
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presentato da:
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Medusa Film
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produttore:
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produzione:
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distributore:
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vendite estere:
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paese:
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Italia/Canada
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anno:
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2002
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durata:
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97'
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formato:
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35mm - colore
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aspect ratio:
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1:1.85
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sonoro:
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Dolby SR
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uscito in sala:
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13/09/2002
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premi e festival:
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Between Strangers racconta le storie di tre donne le quali, pur non conoscendosi tra loro, sono alle prese con sogni, desideri e scelte curiosamente intrecciati tra loro e le cui conseguenze condizionano pesantemente l'andamento delle loro vite quotidiane. Costruito su piani diversi, Between Strangers analizza da vicino Ia vita di tre donne sulle quali pesa il rapporto difficile e irrisolto con i rispettivi padri.
Olivia (Sophia Loren) disegna in segreto da anni, ma di recente i suoi disegni sembrano scaturire da una sorta di ossessione che trova origine in un sogno ricorrente. Il sogno distoglie Olivia dal rapporto quasi materno che ha con il marito costretto su una sedia a rotelle e la porta verso la figlia partorita in giovanissima età e abbandonata su suggerimento del padre.
Natalia (Mira Sorvino) fa la fotoreporter e ha appena ottenuto la sua prima copertina su una prestigiosa rivista. Tuttavia, il bisogno di scoprire che cosa è successo alla donna dell'Angola da lei ritratta le impedisce di godere appieno della tanto agognata celebrità.
II padre di Natalia, famoso fotografo, non riesce a convincerla. Natalia, seguendo la voce della coscienza, decide di intraprendere una nuova strada. Infine c'è Catherine (Deborah Kara Ungcr), violoncellista di successo consumata da un dolore prolungato, che abbandona la famiglia per incontrare suo padre anche se è ancora titubante su come vendicarsi dell'uomo da lei ritenuto responsabile della morte della madre.
Mentre le storie vanno avanti, le tre donne si lasceranno trascinare dalla visione di una ragazzina la quale essendo al tempo stesso l'immagine di un'infanzia ormai perduta e un persistente richiamo ai loro desideri repressi, diventa una sorta di catalizzatore che spingerà ognuna delle tre protagoniste a vivere in maniera più libera e leggera i nuovi desideri finalmente ben definiti.
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